Grecia, ecco la “Signora dal diadema capovolto”: nuove tombe del VII secolo a.C. con straordinari corredi riemergono in Beozia
Elena Percivaldi
Una vasta ricognizione archeologica preventiva condotta dalla Eforia delle Antichità di Ftiotide ed Evritania ha messo in luce, nei pressi del sito di “Spitia–Katavothra”, in Beozia (Grecia), un complesso funerario di età arcaica e classica e i resti di un piccolo insediamento fortificato coevo presso le rive del lago Copaide. L’area si trova circa sei chilometri a nord dell’antica Acrefia e del celebre Santuario di Apollo Ptoo citato da Erodoto (Storie, VIII, 135, 1).
(©Ministero della Cultura della Grecia)La ricerca, diretta da Maria Papageorgiou con il coordinamento della soprintendente Efthymia Karantzali, rientra nelle indagini connesse alla realizzazione di un grande parco fotovoltaico della società METKA ATE. Come previsto dalla legislazione greca, la costruzione ha attivato un protocollo di tutela che si è rivelato decisivo: il progetto industriale ha infatti finanziato quasi integralmente lo scavo, consentendo un intervento capillare su un territorio ancora poco esplorato.
La necropoli: tombe a inumazione, cremazioni e corredi di prestigio
Finora sono state indagate quaranta sepolture, disposte in piccoli raggruppamenti. Si tratta di tombe a inumazione, cremazioni e sepolture con copertura in tegole, tipologie pienamente coerenti con l’evoluzione funeraria della Beozia tra VII e V secolo a.C.
Tomba della “Signora del Diadema capovolto” (©Ministero della Cultura della Grecia)Il quadro che emerge dai ritrovamenti è quello di una comunità rurale prospera, probabilmente formata da proprietari terrieri commercialmente e culturalmente legati all’Acrefia arcaica. I ricchi corredi, composti da vasellame dipinto, oggetti in bronzo, osso e avorio, ambra e ornamenti metallici, confermano l’alto livello economico e sociale della comunità.
Corredo della Signora (©Ministero della Cultura della Grecia)La “Signora”: il potere delle donne
La scoperta più eclatante è la tomba della cosiddetta “Signora dal diadema capovolto”, una sepoltura del secondo quarto del VII secolo a.C. appartenente a una giovane donna tra i 20 e i 30 anni. Il suo corpo era deposto in una fossa insieme a un eccezionale diadema bronzeo costituito da una larga lamina decorata con la tecnica a sbalzo, ornata da leoni affrontati e culminante in un grande rosetta solare al centro della fronte.
La decorazione con leoni del diadema (©Ministero della Cultura della Grecia)In un gesto simbolico di grande forza, il diadema era stato collocato rovesciato, con i leoni in posizione capovolta. Un’inversione che, nelle letture antropologiche moderne, rievoca il tema della sospensione o della perdita del potere, della fine dell’autorità o della caduta del rango. Nella Grecia del VII secolo a.C., in una fase segnata dalla crisi della monarchia gentilizia e dall’ascesa delle aristocrazie locali, questo gesto rituale potrebbe aver voluto significare un cambiamento drastico avvenuto a livello dinastico o comunitario.
La kylix: al centro sono raffigurati dei galli 𝗚𝗿𝗲𝗰𝗶𝗮❟ 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝗕𝗲𝗼𝘇𝗶𝗮 𝗹𝗮 𝘁𝗼𝗺𝗯𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 “𝗦𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗱𝗶𝗮𝗱𝗲𝗺𝗮 𝗰𝗮𝗽𝗼𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼”La defunta era accompagnata da un corredo composto da numerosi monili in bronzo, due grandi fibule decorate con cavalli stilizzati, un grande pendente, elementi in ambra, avorio e osso, bracciali e anelli spiraliformi.
Una delle spettacolari fibule di bronzo (©Ministero della Cultura della Grecia)A poca distanza è stata individuata anche la sepoltura di una bambina di circa quattro anni, anch’essa deposta con un piccolo diadema ornato da rosette. La ricchezza del corredo suggerisce un possibile legame familiare con la “Signora”.
Il cranio con il diadema della bambina (©Ministero della Cultura della Grecia)Altri reperti di rilievo
Tra le altre tombe rinvenute, spicca quella di una donna del VI secolo a.C., deposta con una kylix “tipo Siana” decorata con figure di galli, e una oinochoe (vaso per vino) trilobata con figure mitologiche e con il dio Hermes rappresentato come psicopompo (guida e accompagnatore delle anime). Preziosi frammenti di coppe a vernice nera, recipienti bronzei e ceramiche di produzione acrefia completano il quadro.
L’oinochoe trilobata (©Ministero della Cultura della Grecia)Fonte: Ministero della Cultura della Grecia
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