#teoria

2026-01-28

“Law and authority. An anarchist essay”, by P. Kropotkin
[archiveorg lawauthorityanar00kropuoft width=560 height=384 frameborder=0 webkitallowfullscreen=true mozallowfullscreen=true]

archive.org/details/lawauthori
differx.noblogs.org/2026/01/28
#anark #archivi #Resistenza #ricostruzioni #teoria #anarchism #Archiveorg #authority #Kropotkin #law #PetrAlekseevichKropotkin #PetrKropotkin

eddieozeddieoz
2026-01-27
2026-01-24

“Mutual aid: a factor of evolution”, by P. Kropotkin (1904)
[archiveorg mutualaidfactoro00kropiala width=560 height=384 frameborder=0 webkitallowfullscreen=true mozallowfullscreen=true]

archive.org/details/mutualaidf
differx.noblogs.org/2026/01/24
#anark #archivi #Resistenza #ricostruzioni #teoria #Archiveorg #Darwin #evolution #Kropotkin #MutualAid #PetrAlekseevichKropotkin #PetrKropotkin

2026-01-22

l’anno grotowskiano: audio degli incontri del 2009

Grotowski, il teatro come veicolo: 28 gennaio 2009 – DamsLab/Auditorium

https://archive.org/details/20090128conferenzagrotowskiilteatrocomeveicolo
 
 
*
Grotowski, artista della notte: 29 gennaio 2009 – DamsLab/Auditorium

https://archive.org/details/20090129conferenzagrotowskiartistadellanotte
 
 
*
Il Principe costante: 30 gennaio 2009 – DamsLab/Auditorium

https://archive.org/details/20090130conferenzailprincipecostantedijerzygrotowski
 
 
*
L’opera di Jerzy Grotowski come ‘oggetto di ricerca’: 3 febbraio 2009 – DamsLab/Auditorium

https://archive.org/details/20090203conferenzaloperadijerzygrotowskicomeoggettodiricerca

L’ANNO GROTOWSKIANO
Grotowski e il teatro del nuovo millennio
a cura di Marco De Marinis
ciclo delle proiezioni video a cura di Nicola Pianzola

Il 2009 è stato proclamato, dall’UNESCO, anno grotowskiano. Ricorreranno infatti due anniversari: il decennale della scomparsa del grande regista e ricercatore teatrale e il cinquantenario della fondazione, ad opera sua e di Ludwik Flaszen, del Teatr Laboratorium di Opole in Polonia. Tutto il mondo celebrerà questa doppia ricorrenza, occasione ghiotta per ricordare una delle personalità più prestigiose del teatro contemporaneo, alfiere (con il Teatro Povero e le successive, complesse esperienze post-teatrali) di una delle rivoluzioni più radicali che la scena del Novecento abbia conosciuto.
Tuttavia, pur costituendo una figura chiave, la comprensione di Grotowski è talmente gravata da equivoci, luoghi comuni e insufficienti conoscenze, da aver prodotto quasi sempre immagini deformate, sfocate o eccessive. È così accaduto che, alla borsa valori della scena contemporanea, pochi protagonisti abbiano visto oscillare le proprie quotazioni com’è accaduto a Grotowski: per alcuni, un maestro indiscusso, e non soltanto di teatro, per altri poco più di un ciarlatano o, nel migliore dei casi, un regista provocatorio di pochissimi spettacoli.
Il problema è che, nel suo caso, risulta ancor più vistosamente inadeguato che per altri esempi-limite novecenteschi uno sguardo che resti tutto interno al teatro. In effetti, egli è stato fra coloro che si sono maggiormente adoperati per sfrangiarne i confini e per dissociarlo dal solo spettacolo, nel tentativo di riscoprirne una dimensione essenziale-originaria, addirittura anteriore a ogni divisione fra arte e vita, fra uomo e attore.
Per cercare di rendere conto della complessità della ricerca grotowskiana, senza rischiare di snaturarla o banalizzarla, bisogna considerare che essa ci costringe – come ha chiarito bene Ferdinando Taviani – a una doppia visuale, cioè ad attivare di continuo sia un punto di vista interno al teatro sia un punto di vista esterno: non l’uno o l’altro ma l’uno e l’altro insieme. Leggere l’itinerario artistico, intellettuale e umano di Grotowski solo in termini teatrali è sicuramente riduttivo e fuorviante; ma altrettanto anche se diversamente fuorviante sarebbe leggerlo solo in chiave extra-teatrale, rischiando di fare del teorico del Teatro Povero solamente uno dei tanti, e non di rado controversi, maestri spirituali che popolano la contemporaneità.
Ciò premesso, bisogna aggiungere che la doppia visuale va attivata anche quando si tratta di considerare varietà-discontinuità e unitarietà-continuità della ricerca grotowskiana. Anche in questo caso, non varietà-discontinuità o unitarietà-continuità ma l’una e l’altra insieme. Da un lato, infatti, l’itinerario teatrale e post-teatrale di Grotowski si presenta scandito in fasi abbastanza nettamente e comunque esplicitamente distinte: Teatro degli spettacoli, ovvero l’Arte come presentazione, dal ’59 al ’69; il Parateatro, dal ’70 al ’78; il Teatro delle fonti, dal ’78 all’’82; l’Arte come veicolo, dall’’85 al ’99; con il progetto americano dell’Objective Drama, ‘83-85, a far da ponte fra le ultime due fasi. Dall’altro lato, tuttavia, è fondamentale saper sempre mettere in luce gli elementi di coerenza e di continuità profonde che unificano l’intero itinerario (possiamo chiamarli: ricerca di un rituale umano basato non sulla fede ma sull’atto, oppure elaborazione di uno yoga dell’attore in senso vasto, o ancora lavoro dell’individuo su di sé), riguardanti tanto le motivazioni originarie quanto gli obiettivi essenziali della sua quête ininterrotta. Rispetto sia agli uni che alle altre sono soltanto gli strumenti, i mezzi impiegati, a cambiare nel corso del tempo.

28 gennaio / 3 febbraio 2009
in collaborazione con il Grotowski Institute of Wroclaw
L’ANNO GROTOWSKIANO
Grotowski e il teatro del nuovo millennio

a cura di Marco De Marinis
ciclo delle proiezioni video a cura di Nicola Pianzola

Conferenza di Marco De Marinis
Ouverture: Grotowski, il teatro come veicolo
28 gennaio • ore 15 • Laboratori DMS
ore 17: proiezione del video Il Teatr Laboratorium di Jerzy Grotowski

Conferenza di Georges Banu
Grotowski, artista della notte
29 gennaio • ore 15 • Laboratori DMS
ore 17: proiezione dei video My Dinner with Andre di Louis Malle e del video Akropolis

Conferenza di Luisa Tinti
«Il Principe costante» di Jerzy Grotowski: uno spettacolo emblema della ricerca teatrale contemporanea
30 gennaio • ore 15 • Laboratori DMS
ore 17: proiezione dei video Principe Costante. Ricostruzione e Training al teatro-laboratorio di Wroclaw/Training at the Teatr Laboratorium in Wroclaw

Conferenza di Zbigniew Osinski
L’opera di Jerzy Grotowski come «oggetto di ricerca»
traduzione di Marina Fabbri
3 febbraio • ore 15 • Laboratori DMS
ore 17: proiezione del video Acting Therapy

#ActingTherapy #Akropolis #annoGrotowskiano #art #arte #DamsLab #DamsLabAuditorium #disgiunzioneFraTeatroESpettacolo #GeorgesBanu #Grotowski #GrotowskiInstituteOfWroclaw #IlPrincipeCostante #IlTeatrLaboratoriumDiJerzyGrotowski #ilTeatroComeVeicolo #JerzyGrotowski #LaboratoriDMS #LouisMalle #LudwikFlaszen #LuisaTinti #MarcoDeMarinis #MarinaFabbri #MyDinnerWithAndre #NicolaPianzola #ObjectiveDrama #PerUnTeatroPovero #rivoluzioneTeatrale #TeatrLaboratorium #TeatrLaboratoriumDiOpole #teatro #teatroContemporaneo #TeatroLaboratorio #TeatroPovero #teatroLaboratorioDiWroclaw #teoria #teoriaDelTeatro #training #ZbigniewOsinski

2021-06-23

nioques, frisbees e altre deviazioni / differx. 2021

un cenno ai frisbees, di Giulia Niccolai, è anche nel microsaggio che ho dedicato a Carlo Bordini nel n. 76 del “verri” (giugno 2021).
in quella sede ma anche altrove cerco — come sempre — di spostare la riflessione nella direzione del post che si vede qui di seguito:
https://slowforward.net/2021/06/22/una-nota-di-jean-marie-gleize-a-margine-di-una-recente-lettura-al-cipm/

quando si parla di postpoésie ci si può innanzitutto porre all’esterno del rigido circo dei generi letterari; e inoltre risulta del tutto legittimo parlare di qualcosa che implica e assume non soltanto altri abiti, forme, inflessioni, dimensioni, profili, ma infine identità: altri nomi. e idiomi. (si può e forse si deve dire che la dimensione idiomatica qui sopravanza tutte le altre).

quali sono questi altri nomi? questi oggetti verbali non identificati?

(non dico “nuovi”, dico “altri”). (anche se in Italia tutto sembra voler manifestarsi come nuovo, perché perfino la DC ha fatto in tempo a morire ma le forme dell’assertività letteraria ancora reggono).

epiphanies (James Joyce 1900-1904), tender buttons (Gertrude Stein 1914), tropismes (Nathalie Sarraute 1939), notes (Marcel Duchamp, pubbl. post. 1980), nioques (Francis Ponge 1983, Jean-Marie Gleize), proêmes (Ponge), textes pour rien (Samuel Beckett), antéfixes o dépôts de savoir & de technique (Denis Roche), descrizioni in atto (Roberto Roversi), verbotetture (Arrigo Lora Totino 1966), bricolages (Renato Pedio), domande a risposta multipla (John Ashbery; e cfr. Alejandro Zambra, nel nostro secolo), mobiles o boomerangs (Michel Butor), visas (Vittorio Reta), postkarten (Edoardo Sanguineti 1978), sentences (Robert Grenier 1978), subtotals (Gregory Burnham), films (Corrado Costa), schizografie (Gian Paolo Roffi), drafts (Rachel Blau DuPlessis), esercizi ed epigrammi (Elio Pagliarani), frisbees (Giulia Niccolai), anachronismes (Christophe Tarkos), remarques (Nathalie Quintane), ricognizioni (Riccardo Cavallo), anatre di ghiaccio (Mariano Bàino), lettere nere (Andrea Raos), linee (Florinda Fusco), ossidiane e endoglosse e microtensori e “installances” (Marco Giovenale 2001, 2004, 2010, 2010), tracce (Gherardo Bortolotti 2005), prati (Andrea Inglese), diphasic rumors (Jon Leon 2008), united automations (Roberto Cavallera 2012), paragrafi (Michele Zaffarano 2014), incidents (Luc Bénazet 2018), sentences (Cia Rinne 2019), defixiones (Daniele Poletti),  avventure minime (Alessandro Broggi), développements (Jérôme Game), conglomerati (Andrea Zanzotto), saturazioni (Simona Menicocci), nughette (Leonardo Canella), sinapsi (Marilina Ciaco), dottrine (Pasquale Polidori), disordini (Fiammetta Cirilli), spostamenti (Carlo Sperduti), spore (Antonio F. Perozzi). E aggiungerei le frecce di Milli Graffi.

senza contare le infinite modalità (perlopiù elencative) messe su pagina da Perec (le cartoline e le passeggiate raccolte nell’Infra-ordinaire, o le stringhe di Je me souviens). durante una conversazione, tempo fa Luigi Magno ha suggerito di pensare alle stesse cancellature di Isgrò come a dispositivi di questo tipo, oltretutto in forma di ponte fra la scrittura e l’arte. per tacere, in tal senso, delle innumerevoli soluzioni disseminate nel tempo da Emilio Villa: “cause”, “variazioni”, “madrigali”, “attributi”, “phrenodiae”, “méditations courtes”, “videogrammi”, “options”, “letanie”, “sibille”, “trous”, “labirinti”, “tarocchi”, … (tutte forme disperse come, già nel 1949, “i sassi nel Tevere”).

#111 #AlejandroZambra #AlessandroBroggi #anachronismes #anacronismi #anatreDiGhiaccio #AndreaInglese #AndreaRaos #AndreaZanzotto #antéfixes #AntonioFPerozzi #AntonioFrancescoPerozzi #attributi #AvventureMinime #Baino #Beckett #boomerangs #Bortolotti #Bricolages #cambioDiParadigma #cancellature #CarloSperduti #cartoline #cause #ChristopheTarkos #CiaRinne #cognizione #conglomerati #CorradoCosta #Costa #critica #DanielePoletti #dépôtsDeSavoirDeTechnique #développements #defixiones #DenisRoche #descrizioniInAtto #differx #diphasicRumors #Disordini #dispositivi #domandeARispostaMultipla #dopoLaPoesia #Dottrine #Drafts #EdoardoSanguineti #ElioPagliarani #EmilioIsgrò #EmilioVilla #Endoglosse #entitàIdiomatiche #Epifanie #eserciziEdEpigrammi #FiammettaCirilli #films #FlorindaFusco #FrancisPonge #frecce #frisbee #frisbees #GeorgesPerec #GetrudeStein #GherardoBortolotti #GianPaoloRoffi #GiuliaNiccolai #Gleize #GregoryBurnham #ISassiNelTevere #idiomi #incidents #InfraOrdinaire #installance #installances #JamesJoyce #JérômeGame #JeMeSouviens #JeanMarieGleize #JohnAshbery #JonLeon #kritik #labirinti #LeonardoCanella #letanie #LettereNere #linee #LucBénazet #LuigiMagno #madrigali #MarcelDuchamp #MarcoGiovenale #MarianoBaino #MarianoBàino #méditationsCourtes #MG #MichelButor #microtensori #MilliGraffi #mobiles #NathalieQuintane #NathalieSarraute #Niccolai #Nioques #notes #Nughette #Osservazioni #ossidiane #PasqualePolidori #passeggiate #Perec #phrenodiae #Ponge #postPoesia #Postkarten #postpoésie #postpoesia #prati #proêmes #prosa #ProsaInProsa #RachelBlauDuPlessis #Remarques #RenatoPedio #RiccardoCavallo #ricognizioni #RobertoCavallera #RobertoRoversi #SamuelBeckett #SanuelBeckett #saturazioni #schizografie #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #segmentiTestuali #sentences #sibille #SimonaMenicocci #sperimentazione #spore #spostamenti #struttureLeggere #subtotals #Tarocchi #TenderButtons #teoria #textesPourRien #tracce #tropismes #trous #unitedAutomations #variazioni #videogrammi #visas #VittorioReta

hcv13 🇵🇸hcv13@mastodon.la
2026-01-18

#Libro #ClaudeShanonn #Teoría #Información

1. A Mind at Play How Claude Shannon Invented the Information Age - Jimmy Soni y Rob Goodman

Biografía de Claude Shannon, un matemático, ingeniero eléctrico y criptógrafo estadounidense conocido como "el padre de la teoría de la información".

DD EPUB y PDF: upload.disroot.org/r/KNcUTK2P#=

mediafire.com/file/9l9olmnxupi

#Documental

2. The Bit Player - Mark Levinson 2018

The Bit Player cuenta la historia de un genio pasado por alto, Claude Shannon (el "Padre de la teoría de la información"), que revolucionó el mundo, pero nunca perdió su curiosidad infantil.

Online: ok.ru/video/2165481671195

DD: upload.disroot.org/r/xHnwCDVT#=

mediafire.com/file/medaat8kxai

SRT en español: upload.disroot.org/r/fmAuyvtd#=

mediafire.com/file/6dv43nbkmrx

3. La paradoja de la información y la teoría de Shannon

youtube.com/watch?v=4ic-J79O9hg

Sub(ↄ)G.SubComandG
2026-01-06

•COLECTIVO DESALIENACION•

¡No somos activistas pidiendo permiso. Somos REVOLUCIONARIOS recuperando el territorio que nos han arrebatado, por que la tierra es de quien la trabaja y ahora la tierra esta en un plano DIGITAL!

masto.es/@subcg/11583682691717





Client Info

Server: https://mastodon.social
Version: 2025.07
Repository: https://github.com/cyevgeniy/lmst