Ieri sera ho assistito alla proiezione del film “V. Maria” all’interno del Festival del cinema asiatico di Ōsaka.
Per gli altri forse è solo un buon film qualunque, e anche il tema ricerca delle proprie origini + mondo della musica non è nuovo (“This Must Be the Place” di Sorrentino, tipo), ma per me e per ogni bangyaru e bangyao là fuori, è un’opera-manifesto che esprime splendidamente una temperie culturale finora ignorata dal cinema: quella del visual kei.
