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2026-02-01

Aggiornamenti dal sistema solare: gennaio 2026

Nuovo anno, vecchie missioni, anche se qualcosa di nuovo si vedrà, specialmente sulla Luna. La novità del mese è sicuramente l’approvazione del budget NASA per il 2026, cosa che non avveniva dal lontano 2024, e che ha visto l’agenzia federale sopravvivere stringendo la cinghia con rinnovi mensili e piccole chiusure. Le missioni vengono sostanzialmente rinnovate tutte, ignorando i tagli alla scienza proposti da Trump, con eccezione di Mars Sample Return, che semplicemente non si farà più.

Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e di quelle in fase di preparazione.

In preparazione per il lancio

Mentre vanno avanti i test della sonda Martian Moon eXplorer (MMX), si sta per concludere la campagna #GoodLuckMMX, organizzata da JAXA per mandare messaggi di buoni auspici al prossimo visitatore di Marte. MMX è una missione giapponese con la collaborazione di alcune agenzie europee con l’obiettivo di esplorare in dettaglio i satelliti naturali marziani. In particolare, su Fobos si prevede anche l’uso di un piccolo rover, Idefix, costruito in Francia e Germania, che preleverà dei campioni da riportare a Terra. La missione dovrebbe partire questo autunno a bordo di un lanciatore H3.

Nel sistema solare interno

Il Sole ha fatto un bel botto il 18 gennaio, rilasciando particelle cariche nello spazio interplanetario che hanno colpito anche la Terra, provocando la tempesta solare più forte degli ultimi 20 anni. Non ci sono danni concreti, ma buone opportunità di studio per le sonde di eliofisica. In particolare Solar Orbiter (SolO) (ESA) e STEREO A (NASA) si trovavano in una buona posizione per analizzare l’evento, SolO era molto vicino alla Terra, STEREO A in una posizione leggermente defilata, utile per capire approssimativamente la traiettoria che avrebbero intrapreso le particelle.

https://www.youtube.com/shorts/2Pk6AOsYhTI

Su SolO c’è da menzionare anche il risultato delle osservazioni effettuate durante il passaggio ravvicinato al Sole del 30 settembre scorso. La sonda ha rivelato che i brillamenti solari sono alimentati da vere e proprie valanghe magnetiche. Il processo inizia con piccole e deboli perturbazioni che innescano una reazione a catena di riconnessioni magnetiche sempre più violente, arrivando ad accelerare particelle fino al 40-50% della velocità della luce. Questi dati sono cruciali per migliorare i modelli di previsione del meteo spaziale.

Parker Solar Probe (NASA) si trovava dalla parte opposta dell’eruzione. Attività scientifica a parte, una buona notizia arriva dal Congresso, che ha al momento escluso la terminazione imminente della missione, estendendo di fatto quella che si era conclusa a settembre.

Le notizie sono positive anche per la missione EscaPADE Blue e Gold (NASA). Dopo l’allarme di dicembre riguardante Gold, che aveva mostrato una spinta inferiore al previsto durante le manovre iniziali, il team di missione ha comunicato il successo del recupero. Il 6 gennaio 2026, la sonda ha completato con successo la seconda manovra di correzione della traiettoria, che era stata posticipata proprio per analizzare il problema di propulsione. La sonda Blue, invece, prosegue il suo volo nominale avendo già terminato le sue manovre come previsto. Entrambe le sonde si trovano ora nella traiettoria nominale, passando nei pressi del punto lagrangiano L2, dove trascorreranno il prossimo anno studiando il meteo spaziale prima di tornare verso la Terra a novembre 2026 per la manovra che le scaglierà definitivamente verso Marte.

Conto alla rovescia per Hayabusa 2# (JAXA), che il 5 luglio incontrerà per pochi secondi Torifune. La sonda decollò dalla Terra il 2014, e concluse la missione Hayabusa2 nel 2020. Da lì iniziò una nuova missione, con un # alla fine, Hayabusa2# o Hayabusa2 Sharp, destinata a visitare due asteroidi. Il primo tra pochi mesi, ma sarà solamente un sorvolo ravvicinato, il secondo, 1998 KY26, nel 2031, dove la sonda si soffermerà per qualche mese.

Ci sono altre missioni in viaggio verso il proprio obiettivo. Hera (ESA), con i due cubesat Milani e Juventas, effettuerà la seconda manovra nello spazio profondo, DSM-2, a febbraio prima di raggiungere Didymos a novembre 2026. BepiColombo (ESA/JAXA), con le due sonde MPO (ESA) e MMO (JAXA), è in rotta per arrivare su Mercurio a novembre 2026. OSIRIS-APEX (NASA) deve ancora effettuare un sorvolo della Terra nel 2027 prima di arrivare su Apophis nel 2029. Infine Tianwen-2 (CNSA) ste per arrivare sull’asteroide Kamoʻoalewa; la data prevista è il 4 luglio 2026.

La flotta marziana

Fine delle vacanze su Marte, con la fine della congiunzione solare avvenuta a metà gennaio. Le comunicazioni tra la Terra e Marte erano state interrotte, per evitare che i messaggi inviati potessero essere mal interpretati a causa dell’interferenza provocata dal Sole. Nonostante questo, non si riesce a recuperare la comunicazione con MAVEN (NASA), dopo la perdita di assetto avvenuta a dicembre. Il direttore del dipartimento di scienze planetarie della NASA, Prockter, ha dichiarato che è altamente improbabile che si riesca a recuperare la missione.

Tutte le altre sonde in orbita hanno ripreso la normale attività: Tianwen-1 (CNSA), Hope (UAESA), Mars Odyssey (NASA), Mars Reconnaissance Orbiter (NASA), Trace Gas Orbiter (ESA/Roskosmos) e Mars Express (ESA). Quest’ultima, in preparazione alla missione MMX, sta effettuando ripetuti sorvoli di Fobos. L’ultimo è avvenuto il 30 gennaio, quando la sonda è passata a 200 chilometri dalla piccola luna marziana. L’occasione è ottima per scattare foto spettacolari, come quelle del passaggio ravvicinato di dicembre. Mars Express fornirà supporto a MMX dapprima fornendo immagini e scansioni radar sottosuperficiali di Fobos con MARSIS, e dopo l’arrivo della nuova sonda favorendo il trasferimento di dati a Terra.

Perseverance (NASA) aveva raccolto vari campioni di suolo e depositato le provette in punti di raccolta per un corriere che non verrà più. La missione Mars Sample Return è stata definitivamente cancellata e non sono previsti al momento metodi alternativi di raccolta. Il rover, però, continua la sua missione scientifica analizzando in loco il suolo marziano.

Perseverance ha superato i 40km percorsi sulla superficie marziana. Nel suo percorso ha disseminato provette di campioni di suolo. Credit: NASA

Curiosity (NASA) ha ripreso le comunicazioni dopo la congiunzione solare. A novembre festeggerà i 15 anni dal lancio e non ci sono al momento presagi di guasti tecnici o logoramento di sistemi che lascino presagire a un termine prematuro di missione.

Nel sistema solare esterno

Allontanandosi un po’ dal Sole, Lucy (NASA) viaggia verso il suo prossimo obiettivo scientifico, Euribate, mentre Psyche (NASA), JUICE (ESA) e Europa Clipper (NASA) devono ancora aspettare l’assistenza gravitazionale di un pianeta prima di raggiungere il loro. Per tutti e tre l’attesa terminerà quest’anno, con Psyche che sfrutterà Marte a maggio per una leggera correzione della sua orbita, mentre le altre due useranno la Terra a settembre e dicembre per un cambio di traiettoria più consistente.

Juno (NASA) è sopravvissuta ai tagli del governo. La missione, che doveva terminare nell’autunno 2025, continuerà a orbitare attorno a Giove ancora per un po’, mandando dati regolarmente e, soprattutto, da zone finora poco osservate. L’orbita infatti ha una regolare precessione del periapside, spostando in modo regolare il punto dove la sonda passa più vicino a Giove.

Più lontano di tutti i pianeti, New Horizons (NASA) continua a dormire nel buio dello spazio profondo. La sonda ha iniziato un periodo di ibernazione a agosto 2025 che terminerà a giugno 2026. Nessuna notizia quindi per ancora qualche mese.

Infine, arrivano le consuete notizie dalle sonde più lontane di sempre, Voyager 1 e Voyager 2 (NASA). Sebbene entrambe stiano viaggiando verso l’esterno del sistema solare senza mai fermarsi, dal 21 gennaio 2026 la distanza tra la Terra e Voyager 1 ha iniziato a diminuire. Lo stesso accadrà per Voyager 2 a partire dal 20 febbraio. Non si tratta di un’inversione di rotta: le sonde continuano a correre verso l’esterno del sistema solare. Questo fenomeno ciclico è dovuto alla velocità della Terra nella sua orbita attorno al Sole. Il nostro pianeta si muove a circa 30 km/s (108.000 km/h), una velocità quasi doppia rispetto a quella di Voyager 1 rispetto al Sole (circa 17 km/s). In questo periodo dell’anno, la Terra si trova in una porzione della sua orbita in cui si sta dirigendo verso le sonde, accorciando temporaneamente le distanze.

Riassunto missioni

Ci sono 26 missioni attive nello spazio profondo, di cui otto in viaggio verso la propria destinazione, una nel corso della sua missione principale e 17 in fase di estensione di missione.

Evoluzione della posizione delle sonde del sistema solare nel mese di gennaio 2026. Credit: ISAA/P. Portaluri

Gli aggiornamenti per questo mese sono giunti al termine, continuate a seguirci e ci risentiamo il prossimo mese con gli aggiornamenti dal sistema solare!

  Ove non diversamente indicato, questo articolo è © 2006-2026 Associazione ISAA - Leggi la licenza. La nostra licenza non si applica agli eventuali contenuti di terze parti presenti in questo articolo, che rimangono soggetti alle condizioni del rispettivo detentore dei diritti.

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2026-01-09

Aggiornamenti dal sistema solare: dicembre 2025

Qualche piccolo incidente per le sonde marziane, MAVEN ha perso il controllo e una delle sonde di ESCAPADE, appena lanciate, ha qualche problema di propulsione. Il Congresso degli Stati Uniti è in procinto di decidere quale missione NASA potrà proseguire e quale verrà conclusa, c’è grande attesa per questa decisione in quanto molte delle missioni nello spazio profondo potrebbero terminare solamente per problemi di finanziamento, senza ostacoli tecnici sopraggiunti.

Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e di quelle in fase di preparazione.

In preparazione per il lancio

L’unica missione in preparazione per un lancio nel 2026 è il progetto giapponese con collaborazioni europee Martian Moon eXplorer (MMX). La sonda si trova in Giappone per le ultime fasi di test e integrazione. Dovrebbe partire verso l’autunno 2026 a bordo di un lanciatore H3 e arrivare in orbita marziana nel 2027. Sebbene la missione abbia come obiettivo di studio entrambe le lune marziane, la sfida più grande sarà l’atterraggio su Fobos, con prelevamento dei campioni di suolo e ritorno a Terra nel 2031.

Nel sistema solare interno

A novembre è partita una nuova missione, EscaPADE (NASA), composta da due sonde, Blue e Gold. Sebbene sia diretta su Marte, la strada è ancora lunga in quanto passeranno un po’ di tempo in prossimità della Terra prima di effettuare una manovra di Oberth per dirigersi verso il pianeta rosso. Questa permanenza prolungata attorno al nostro pianeta è anche un’opportunità per esaminare da vicino lo stato di salute delle sonde dopo il lancio. Una delle due, infatti, ha riscontrato un leggero problema di propulsione, e vista la distanza ridotta è più facile per gli ingegneri di Terra esaminare e tentare di risolvere il guasto.

Il 12 dicembre Parker Solar Probe (NASA) è passata al suo 26o perielio, il primo oltre i 25 programmati della missione principale. Non si sa ancora se verrà estesa o se verrà terminata prossimamente, una decisione dovrebbe arrivare nei prossimi mesi. Nel frattempo le sue ricerche gettano luce sul Sole, letteralmente. Grazie alle osservazioni di PSP, sono stati scoperti dei flussi solari che invertono la marcia, tornando indietro ricadendo sul Sole.

https://www.youtube.com/shorts/1iC5hbDArXw

STEREO A (NASA) ha iniziato il 29 dicembre la campagna NASA Moon-to-Mars Space Weather, volta ad analizzare l’influenza che ha il Sole sull’umanità, con uno sguardo particolare alla futura esplorazione spaziale con equipaggio oltre l’orbita terrestre. Alla campagna partecipano gruppi di ricerca dedicati ai vari programmi spaziali di eliofisica, tra cui quelli di SOHO, SDO e Voyager.

Alla flotta di sonde di eliofisica appartiene anche Solar Orbiter (SolO) (ESA), da cui non arrivano notizie importanti da segnalare. A dicembre si è avvicinato abbastanza alla Terra, al momento si trova nei pressi dell’afelio della sua orbita, le osservazioni più importanti arrivano quando si trova dalla parte opposta.

Il 5 dicembre 2025 era la data prevista per l’entrata in orbita di BepiColombo (ESA/JAXA), con le sue due sonde MPO (ESA) e MMO (JAXA), attorno a Mercurio. Il piano è cambiato a settembre 2024, quando un problema ai propulsori ha imposto un cambio di traiettoria. La missione procede senza ulteriori intoppi da allora e l’inserzione in orbita è prevista per novembre 2026.

Al contrario, i motori di Hera (ESA), che ha a bordo anche i due CubeSat Milani e Juventas, hanno funzionato meglio del previsto e perciò si è riusciti ad anticipare la data di approccio a Didymos a novembre 2026 al posto di dicembre 2026. A febbraio 2026 è prevista la seconda manovra nello spazio profondo, DSM-2, i cui dettagli ancora non sono stati comunicati, ma dovrebbe trattarsi di un’accensione di motori di qualche decina di minuti. Da dopo il lancio, la sonda ha acceso i motori soltanto due volte, durante la prima manovra correttiva, DSM-1, ottobre 2024, con 100 minuti di accensione circa, e la successiva manovra correttiva, TCM-1, durata 13 minuti.

Dopo una manovra brutta e una buona, Tianwen-2 (CNSA) vince il titolo di missione più silenziosa. La sonda è diretta verso l’asteroide Kamoʻoalewa, è partita a maggio 2025 dalla Terra e ha effettuato una manovra correttiva a ottobre 2025, di cui non si sa ancora niente. I responsabili hanno comunicato con il pubblico soltanto tre volte durante la missione, a giugno, a luglio e a ottobre, annunciando lo stato di salute ottimo della sonda e pubblicando un paio di foto per volta.

Hayabusa 2# (JAXA) prosegue il suo lungo viaggio verso l’asteroide Torifune, un piccolo corpo celeste a rotazione rapida che raggiungerà per un flyby ad alta velocità nel luglio 2026. La sonda aveva riportato a Terra campioni dall’asteroide Ryugu, e le tecnologie sviluppate per questa missione sono state migliorate e applicate alla prossima missione in partenza, MMX.

A settembre, OSIRIS-APEX (NASA) ha sorvolato la Terra per effettuare una manovra di cambio orbitale, per dirigersi vero la sua destinazione, l’asteroide Apophis. Le immagini catturate durante il flyby hanno rivelato una sorpresa. La missione è la continuazione di OSIRIS-REX, che ha riportato campioni di superficie da Bennu, un asteroide molto più scuro di Apophis. Durante la manovra di prelevamento dei campioni, un po’ di polvere ha coperto l’obiettivo dell’apparato fotografico della sonda, che era stato progettato per elementi molto scuri. Questo leggero strato di polvere offusca leggermente la luce di oggetti troppo luminosi, come la Terra o il nuovo asteroide obiettivo, permettendo di funzionare in maniera ottimale anche nel prosieguo della missione.

La flotta marziana

Marte si trova in congiunzione solare con la Terra, il che vuol dire che il Sole si frappone tra questi due pianeti ostacolandone le comunicazioni. È una situazione di routine e semplicemente le trasmissioni vengono interrotte momentaneamente e posticipate a metà gennaio.

Le cose vanno male anche per MAVEN (NASA), in orbita attorno a Marte dal 2014. La sonda ha iniziato a girare su sé stessa dal 6 dicembre, rendendo impossibili le comunicazioni. La perdita di segnale, oltre al danno alla missione stessa, costituisce un problema anche per altre sonde, Mars Odyssey (NASA), Mars Reconnaissance Orbiter (NASA) e Trace Gas Orbiter (ESA/Roskosmos), che si devono ridistribuire il carico di lavoro per mantenere le comunicazioni con i rover di superficie. Queste quattro sonde, oltre alla loro missione scientifica, fanno infatti parte del Mars Relay Network, MRN, fungendo anche da ripetitori radio e permettendo così di non dover corazzare i mezzi di superficie con antenne grandi per la comunicazione diretta con la Terra.

https://www.youtube.com/watch?v=cc7AOsBepdA

Per Mars Reconnaissance Orbiter è importante citare anche il successo dell’esperimento scientifico effettuato a maggio, che con un cambio di assetto ha permesso di esplorare meglio i segreti nascosti sotto la superficie marziana, individuando risorse idriche difficilmente osservabili altrimenti.

Mars Express (ESA) è in teoria anch’essa un membro di MRN, ma non viene utilizzato se non come backup. In caso di malfunzionamento prolungato di MAVEN, anche Mars Express potrebbe essere tirata in gioco. La sonda è la seconda più anziana ancora attiva su Marte, dopo Mars Odyssey, con 22 anni di attività esatti, è arrivata su Marte a Natale del 2003. Gli acciacchi si sentono: fa fatica a girarsi, ha i giroscopi leggermente deteriorati, ma con un aggiornamento software recente si è riusciti a prolungare la sua durata d’uso. Si spera di riuscire a utilizzarla anche per il supporto alla missione MMX quando arriverà nel 2027. La sonda non serve solo di supporto tecnico ad altre missioni, con le sue osservazioni si fanno continuamente nuove scoperte, come l’attività geologica rilevata di recente grazie al radar Marsis.

Nessuna novità per Tianwen-1 (CNSA), diventata praticamente una missione di routine che colleziona dati e basta. In Cina sta partendo l’iniziativa GoMars, dedicata a modellare il sistema atmosferico marziano. I dati raccolti da Tianwen-1, in particolare da Zhurong, il rover della missione ormai in ibernazione, e altre sonde di superficie in passato, serviranno a validare i modelli atmosferici calcolati. L’iniziativa servirà, tra le altre cose, alla preparazione della missione Tianwen-3, con atterraggio sulla superficie marziana, prelevamento di campioni e ritorno a Terra.

Nessun aggiornamento sostanziale dall’ultimo orbiter Hope (UAESA), arrivato su Marte nel 2021 e che prosegue da allora la sua attività scientifica praticamente senza interruzioni.

Dalla superficie invece registriamo un bel dust devil ripreso da Perseverance (NASA). La SuperCam a bordo del rover ha permesso di analizzare fenomeni elettrici ed elettrostatici a contorno del fenomeno, proprio quando il diavolo di sabbia è passato sul mezzo.

Infine Curiosity (NASA), rallentata dalla congiunzione solare di Marte, ne ha approfittato per prendersi una leggera pausa e inviare una cartolina panoramica a Terra.

Nel sistema solare esterno

Alla flotta di sonde che hanno osservato il nuovo oggetto interstellare 3I/ATLAS si aggiunge anche Psyche (NASA). Durante il viaggio verso l’omonimo asteroide 16 Psyche, che raggiungerà a luglio 2029, c’è stato tempo per catturare immagini di qualità di questo oggetto, che hanno aiutato a capire meglio la traiettoria.

Quattro osservazioni di 3I/ATLAS nel giro di 8 ore, effettuatte da Psyche a 53 milioni di km di distanza. Credit: NASA/JPL-Caltech/ASU

Continua il viaggio per Europa Clipper (NASA), JUICE (ESA) e Lucy (NASA), le prime due destinate ad arrivare su Giove nel 2030 e 2031, la terza diretta verso Greci e Troiani di Giove. Lucy incontrerà il suo primo obiettivo a metà dell’anno prossimo, agosto 2027, quando sorvolerà 3548 Eurybates, un asteroide della famiglia dei Greci posto in orbita attorno al punto lagrangiano L4 del sistema Sole-Giove.

Juno (NASA) giace ancora nel limbo dal termine dell’estensione di missione conclusasi a settembre 2025. Non si sa ancora se verrà approvata un’ulteriore estensione di missione o se verrà fatta precipitare distruttivamente nell’atmosfera di Giove per sancirne la fine. Un verdetto dovrebbe arrivare con l’approvazione del budget NASA prevista per fine gennaio 2026.

Infine, continuano le storiche missioni ben oltre gli otto pianeti New Horizons (NASA), Voyager 1 e Voyager 2. La prima è in ibernazione fino a giugno 2026, mandando solo un segnale a settimana per dimostrare che è ancora viva. Le due Voyager invece sono attive e inviano dati con una banda molto ridotta a causa della distanza a cui si trovano, 170 e 142 unità astronomiche da Terra.

Riassunto missioni

Ci sono 26 missioni attive nello spazio profondo, di cui otto in viaggio verso la propria destinazione, una nel corso della sua missione principale e 17 in fase di estensione di missione.

Evoluzione della posizione delle sonde del sistema solare nel mese di dicembre 2025. Credit: ISAA/P. Portaluri

Gli aggiornamenti per questo mese sono giunti al termine, continuate a seguirci e ci risentiamo il prossimo mese con gli aggiornamenti dal sistema solare!

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