«Io affilo la mia falce». Thomas Müntzer e la guerra dei contadini https://edizionitabor.it/io-affilo-la-mia-falce-thomas-muntzer-e-la-guerra-dei-contadini/ #inevidenza #libriTabor #catalogo
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FUORI LA GRANA o vi ammazziamo! https://edizionitabor.it/alessi-dellumbria-fuori-la-grana-o-vi-ammazziamo/ #inevidenza #libriTabor #catalogo
Global: Netflix se asegura la primera ventana de pago de las películas de Sony Pictures luego de la exhibición en cines
CATÁLOGO elephant 1989 Catálogo elephant Exin
Serie: ·Catálogos elephant -NC-
País: .ESP
Fab/Dist: EXIN
Año: 1988
Más info en: https://refstente.com/id/612
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“zipf maneuvers: on non-reprintable materials”, by andrew c. wenaus & germán sierra
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https://www.erratumpress.com/zipf-maneuvers
Sierra e Wenaus utilizzano un algoritmo Python per riorganizzare i loro articoli originali secondo le distribuzioni Zipfiane, ordinando alfabeticamente e indicizzando numericamente ogni parola. Questa riorganizzazione produce un set di dati frammentato e non lineare che resiste alla lettura convenzionale. A ogni parola viene assegnato un numero corrispondente alla sua posizione originale nel testo, creando una struttura disarticolata, simile a un catalogo. Il risultato è una protesta contro la finanziarizzazione della conoscenza da parte delle aziende e una critica alle leggi sulla proprietà intellettuale che ne limitano l’accesso. Trasformando i propri saggi in dati riorganizzati algoritmicamente, Zipf Maneuvers mette in atto una singolare forma di resistenza, denunciando l’assurdità di un sistema che ostacola la libera circolazione delle idee
https://x.com/german_sierra/status/1876614643558613205
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Robo masivo de datos a Spotify: Una parte de su catálogo musical comprometido | #RollingStoneES
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CATÁLOGO MEX de 1978 Catálogo ExinMex
Serie: ·Catálogos
País: MEX
Fab/Dist: EXINMEX
Año: 1977
Más info en: https://refstente.com/id/1545
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oggi, 17 dicembre, al macro (via nizza, roma): presentazione del catalogo della mostra “identità oltre confine”
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CATÁLOGO GRAL. BORRÁS 1998 Catálogo General Borrás
Serie: ·Catálogos
País: .ESP
Fab/Dist: BORRÁS
Año: 1997
Más info en: https://refstente.com/id/603
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CATÁLOGO TENTE 1980 - versión A Catálogo TENTE Exin
Serie: ·Catálogos
País: .ESP
Fab/Dist: EXIN
Año: 1979
Más info en: https://refstente.com/id/582
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17 dicembre, roma: presentazione del catalogo della mostra “identità oltre confine” al macro
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Celebración presentacion Katalib - Mapeo Tecnologías Libres desde y para América Latina y el Caribe
CATÁLOGOS (BNL)
Serie: ·Catálogos
País: BNL
Fab/Dist: CIVAS, CLIPPER
Año: 1978
Más info en: https://refstente.com/id/1177
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CATÁLOGO TENTE 1981 Catálogo TENTE Exin
Serie: ·Catálogos
País: .ESP
Fab/Dist: EXIN
Año: 1980
Más info en: https://refstente.com/id/583
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CATÁLOGO GRAL. EXIN 1989 Catálogo General Exin
Serie: ·Catálogos,·Catálogos elephant -NC-
País: .ESP
Fab/Dist: EXIN
Año: 1988
Más info en: https://refstente.com/id/595
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ancora fino al 19 novembre, a milano: “l’altra pittura” di gianni asdrubali
L’ALTRA PITTURA
A CURA DI LORENZO MADARO
A ARTE INVERNIZZI
VIA DOMENICO SCARLATTI 12 20124 MILAN ITALY
CATALOGO CON SAGGIO DI LORENZO MADARO
24 SETTEMBRE – fino al 19 NOVEMBRE 2025
IN CONTEMPORANEA ALLA GALLERIA ARTRA DI MILANO
Le gallerie A arte Invernizzi e Artra hanno inaugurato mercoledì 24 settembre 2025 la mostra Gianni Asdrubali. L’altra pittura, a cura di Lorenzo Madaro.
La mostra, articolata nelle due sedi delle gallerie, con cui l’artista dialoga intensamente da decenni, diviene una antologica in grado di tracciare i punti focali imprescindibili di tutta la sua ricerca sin dagli esordi. Le due sezioni sono una in continuità con l’altra con incroci, tangenze speciali e a volte intrecci che le connettono costantemente.
Gianni Asdrubali (Tuscania, 1955) sviluppa la propria ricerca con convinzione dai primissimi Ottanta, rimanendo già in quegli anni autosufficiente e originale, fuori da ogni possibile categoria di riferimento, lontana dagli ismi e da ogni perimetro critico/curatoriale, fatta eccezione per l’Astrazione povera teorizzata da Filiberto Menna includendo oltre allo stesso Asdrubali anche Mariano Rossano, Bruno Querci e altri artisti.
L’arte con Gianni Asdrubali torna ad assumere una funzione primaria di spazio che indaga il sé della pittura, dopo la bolgia di colore, immagini, simboli, allegorie a cui la pittura in quegli anni ci stava abituando anche nelle sue espressioni più stimolanti, innovative, coinvolgenti.
Gianni Asdrubali già da quel decennio è infatti un battitore libero e solitario. Non silenzioso, non inerme, non immobile. La sua storia in quei primi momenti di sperimentazione è di impegno massimo nelle stanze dei suoi studi, alla ricerca della radice originaria di un segno mai incerto ma in costante movimento, proiettato – all’epoca come oggi – in una persistente fuoriuscita dalla tela, dal muro o comunque dal quadro in senso stretto. Tutto è propedeutico alla gestazione, al concepimento e all’affinamento di uno stile che non diventa mai un genere, che non inciampa mai nel caos totale della replica, bensì nell’ossessiva, meditata e insieme voluttuosa e caparbia capacità di costruzione di un alfabeto in costante movimento.
Opere in mostra come Camurro (1981) e Diodiavolo (1980) rivelano grovigli, contorsioni, capriole, tracce, alle volte forti e penetranti, altre che si assottigliano man mano che si allargano dalla matrice cromatica, rigorosamente nera, che quasi esplode in un lato dell’opera per farsi altro, per liberarsi della propria energia intrinseca. Ecco allora che con il passare degli anni – pensiamo a Aggroblanda del 1984, Bestia del 1985, Zaazze del 1986, per citare alcune tra le opere in mostra – la traccia di ogni segno si regolarizza in un sistema di coordinate ancor più approfondite, precise, che si allontana dalla gestualità informale per ricomporsi in un sistema in cui il segno si assottiglia per diventare un elemento autonomo, un apparente tubo che si apre per creare spazi di pieno e di vuoto in cui si inserisce il bianco della superficie che diviene “corpo”.
E se in opere come Malumazac del 1990 il segno inizia nuovamente ad allargarsi, ma non come groviglio bensì come traccia libera che si espande, in opere come Tromboloide del 1992 l’opera stessa diventa sagoma fatta esclusivamente di segno e il supporto è ritagliato attorno al segno stesso. Svolta, prende impossibili diagonali, alle volte torna indietro, si stratifica, poi si innalza, è come un’onda che si increspa e poi esplode nella libertà assoluta di una superficie che – ed è questo il filo conduttore di questa nuova fase, quella dei Novanta, più matura dell’artista – non finisce più sul proprio perimetro ma idealmente inizia a ampliarsi e sfrangiarsi del tutto sullo spazio attorno. Questa attitudine poi si svilupperà completamente negli anni più recenti, soprattutto negli interventi che realizza o sulle tele sagomate e assemblate, messe assieme a mo’ di arcipelago sprigionando un’energia sempre inesausta.
Energia. La pittura di Asdrubali è un concentrato che concilia riflessione e azione, impeto e calma, quella che occorre nello spazio concentrato dello studio, luogo di elaborazione progettuale, ma anche di allenamento verso quel continuo evolversi del segno stesso.
Tromboloide è una delle opere centrali di un transito in grado di generare nuove possibili traiettorie: il segno qui fa emergere un’altra delle identità della pittura di Asdrubali. Da un lato c’è quello netto, profondamente denso, totalizzante, e poi c’è la traccia del pennello semi asciutto che genera altre prospettive interne. Quindi la pittura non è soltanto il risultato della sua azione su una superficie ma anche il suo farsi, il suo essere processo.
La mostra poi prosegue con un’ampia sezione, divisa nelle due gallerie, di opere degli anni Duemila e, soprattutto, di quelli più recenti, dove l’energia di Asdrubali si è completamente dilatata e in cui la superficie assume un ruolo a volte perfino primario nella definizione degli spazi e delle prospettive delle pennellate, che si fanno sempre più tumultuose, irradianti, talvolta nevrotiche, iperattive, avvolgenti, dilatate, in un continuo rincorrersi di asimmetrie, di rinunce a una possibile regola stagnante.
Anche nell’opera recente comprendiamo come la ricerca di Asdrubali sia un battito cardiaco di un’esperienza che esplora il problema interno della pittura, ovvero l’energia e il vuoto.
In occasione della mostra è stato pubblicato un catalogo bilingue con un saggio di Lorenzo Madaro, la riproduzione delle opere esposte nelle due gallerie e un aggiornato apparato bio-bibliografico.
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CATÁLOGO GRAL. BORRÁS NOVEDADES 2000 Catálogo General Borrás - Actualización Novedades
Serie: ·Catálogos
País: .ESP
Fab/Dist: BORRÁS
Año: 1999
Más info en: https://refstente.com/id/672
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CATÁLOGO GRAL. BORRÁS 1998 Catálogo General Borrás
Serie: ·Catálogos
País: .ESP
Fab/Dist: BORRÁS
Año: 1997
Más info en: https://refstente.com/id/603
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oggi, 27 settembre, a bologna: presentazione del “catalogo documentario” di gianni-emilio simonetti
Gianni Emilio Simonetti. Catalogo documentario 1956 – 2025.
GES interverrà da remoto per interagire col pubblico.
GES will be joining us remotely to interact with the audience
Saturday / Sabato
27 settembre / september 2025
TIME / ORA
17:30 – 18:00
WHERE / DOVE
Bologna
MAMBO Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Giovanni Minzoni 14
Stand: L’Arengario Studio Bibliografico
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