→ corallo (rosselli)
Leggo questo bell’articolo dello scorso anno di Maria Attanasio su Amelia Rosselli, uscito su doppiozero; e in incipit trovo questo passo:
Mi invitò a mangiare insieme a lei, il giorno dopo a casa sua, in Via del Corallo; un vicolo piuttosto stretto, il cui nome la prima volta collegai ovviamente ad amuleti e fondali marini; che a lei invece richiamava i bassorilievi dei cori lignei delle chiese, ma talvolta anche la criniera di un cavallo, aggiunse ilare davanti alla mia aria sorpresa. Forse erano le rifrazioni consonantiche del termine corallo ad accendere quella strana associazione di immagini, mi dissi; come nella poesia anche nella vita per Amelia il senso e l’intelligenza di ogni parola traboccavano dalla pura formulazione sillabica e dalla sua abituale funzione d’uso
Direi che è importante registrare (e apprezzare!) la ingegnosa e positivamente non scientifica etimologia coro → corallo … o, addirittura, criniera → corallo
Connessioni come questa nascono, direi, soltanto o principalmente grazie a un’adesione felicemente parziale o intermittente o interrotta con la “madrelingua”. Il passaggio coro → corallo non echeggia naturalmente in una voce “madrelingua” italiana regolata = disciplinata = educata. Ma lo sguardo dal margine linguistico invece lo vede subito, e va anche oltre (fino a vedere nel corallo una criniera).
Ecco come il senso spicca sui (e prescinde dai) significati.
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