#ddlsicurezza

Parents For Future ItaliaParents4FutureIT@mastodon.uno
2025-12-25

Con il santo Natale emerge con tutta la sua potenza il divieto a dissentire e a sviluppare il pensiero critico nelle scuole.

#ddlsicurezza
#attivismo
#giustiziasociale

1/2

La frase "sereno Natale" è sostituita da "sirene di Natale".
Una persona di spalle indossa un cappello da babbo natale e al fianco ha uno sfollagente come quelli in uso alla polizia.
Sullo sfondo immagini di giornali ipotetici ma verosimili riportano notizie che fanno capire il clima di criminalizzazione del dissenso.
2025-12-09

Formazione giuridica sulle azioni dirette

Aula B, giovedì 11 dicembre alle ore 18:30 CET

Giovedì 11 in aula B ci sarà un incontro con l'avvocato di Extinction Rebellion Ettore Grenci, che si occuperà di discutere di alcune procedure repressive introdotte negli ultimi anni dal Governo italiano, in particolar modo si darà spazio alla discussione e all'analisi del DDL "Sicurezza" e del DDL "Gasparri".
L'evento ha lo scopo di istruire lə studentə sugli aspetti giuridici di una manifestazione e una occupazione, dando spazio al dialogo con l'ospite e cercando di mettere chiarezza su quali sono i nostri diritti.

balotta.org/event/formazione-g

Formazione giuridica sulle azioni dirette
Gancio de Roma relay@roma.convoca.la
2025-12-02

ZAPRUDER #67 • Anime in pena. Regimi punitivi nella storia

CSOA Forte Prenestino, mercoledì 10 dicembre alle ore 19:00 CET

CSOA Forte Prenestino
mercoledì 10 dicembre 2025
durante l’aperitivo dalle 19:00
Forte Infoshop & Sala da tè InTheRferenze
presentano

ZAPRUDER #67
Anime in pena. Regimi punitivi nella storia

partecipano:
- Salvatore Corasaniti (Zapruder) - curatore del numero;
- Andrea Giuliani (Università di Tor Vergata/Zapruder) - curatore del numero e autore;
- Chiara Lucrezio Monticelli (Università di Tor Vergata) - autrice;
- una compagna di Jineolojî Italia - curatrice e traduttrice del contributo del Comitato per la giustizia in Rojava


ZAPRUDER #67
Anime in pena. Regimi punitivi nella storia

Di recente, diverse studiose e diversi studiosi hanno affrontato la storia della penalità ponendo al centro delle proprie indagini un’accurata analisi dei regimi punitivi, ossia di quel vasto arcipelago di pratiche, consuetudini, norme e istituzioni che contribuiscono a definire e a reprimere i soggetti e le categorie considerate devianti e/o inferiorizzate (C. Lucrezio Monticelli e C.G. De Vito 2021).

Questa prospettiva ha consentito di ricondurre l’analisi, spesso invece separata e disgiunta, di singole modalità punitive quali la carcerazione, la reclusione correzionale o la deportazione penale, all’interno di interpretazioni più ampie, capaci di mettere in luce gli elementi di continuità e di discontinuità tra una configurazione punitiva e l’altra.

Sulla scia di questi studi, il numero che qui si propone - ideato a partire dal dibattito sviluppatosi a margine di un dialogo presentato nell’ambito del XVII SIMposio (2023) e intitolato La fine della pena? Ergastolo e sistemi punitivi in Italia - intende guardare alle trasformazioni che, nel tempo, hanno determinato il divenire di questi dispositivi.

Rispetto al focus del dialogo, si è pensato di allargare lo sguardo e le prospettive di analisi per evitare di rimanere strettamente legati alla questione dell'ergastolo e del 41 bis. L’ambizione è infatti quella di superare gli stretti confini del carcere per analizzare i processi di ridefinizione di dispositivi penali e modalità punitive in svariati contesti, da quello propriamente penale a quello familiare, da quello lavorativo a quello educativo.

Più precisamente, il numero vuole analizzare in che modo e secondo quali traiettorie i soggetti sottoposti a determinati trattamenti disciplinari, la comunità civile e i movimenti sociali abbiano contribuito alla sopravvivenza, alla riforma, al superamento o all’abolizione dei differenti regimi e dispositivi di pena, coercizione o correzione.

Alla varietà dei casi di studio si vuole poi accompagnare una prospettiva cronologica di medio-lungo periodo capace di muoversi dagli ultimi decenni del XVIII secolo fino ai giorni nostri, su una spazialità quanto più possibile diffusa. In quest’ottica,


SOMMARIO DEL NUMERO 67:

Salvatore Corasaniti, Andrea Giuliani e Alessandro Stoppoloni
Vae victis!

Lorenzo Coccoli
La piccola reclusione. Assistenza, correzione e conflitto nella Roma di antico regime

Shaïn Morisse
Al fresco. Una storia norvegese dell’abolizionismo penale

Michele Colucci
Quando nacquero i centri. Immigrazione e detenzione amministrativa in Italia

Andrea Giuliani
Reo manifesto. Acquerelli e disegni del regio ergastolo di Milano

Chiara Lucrezio Monticelli
Sbatti il carcere in prima pagina. La riforma penitenziaria nei periodici italiani (1820-1840)

Laura Schettini
Il diritto alla violenza. Per una storia dell’autodifesa delle donne

Elena Barattini e Matilde Flamigni
Fermo deposito. Confino, punizione e resistenza nella Cuba coloniale

Marco Nardone
Il villaggio dei giovani matti. L’ospedale neuropsichiatrico cantonale di Mendrisio

Olimpia Capitano
A dormire sullo zerbino. Coercizione e lavoro domestico

Gianfranco Lanzolla
Fonti in ostaggio. Gli archivi delle amministrazioni penitenziarie

Flavio Rossi Albertini
Processo di rottura. Il caso di Anan, Ali e Mansour (a cura di Salvatore Corasaniti)

Carmelo Musumeci
L’ergastolo è una morte bevuta a sorsi (a cura di Christian G. De Vito)

Roberta Martino
Oltre il regime

Natascia Cappa
Fumi di parole. Poesie dal carcere della dittatura uruguayana

Filo Sottile
Far finta di esserne fuori. Genesi di una cantata ultrasonica.

Comitato per la giustizia in Rojava
Il diritto di nascere liberi/e. Alcune riflessioni sulla giustizia

Riccardo Rosa
Per non “morire di pena”

Maria Edgarda Marcucci
«Repressione è civiltà». A proposito di prevenzione e pena

Alessandro Stoppoloni
A che/chi serve il carcere? Il dibattito su detenzione e abolizionismo

https://www.forteprenestino.net/attivita/infoshop/3484-zapruder

roma.convoca.la/event/zapruder

ZAPRUDER #67 • Anime in pena. Regimi punitivi nella storia
𐌐𐌀Ꝋ𐌋Ꝋ :antifa:steek_hutzee@mastodon.uno
2025-10-17

Decreto sicurezza e “scippo” del disegno di legge al Parlamento.

Lunedi 20 ottobre la Corte Costituzionale prenderà in esame il controverso decreto-legge “sicurezza” (n. 48 del 2025).

osservatoriorepressione.info/d

#Sicurezza #DdlSicurezza #GovernoMeloni

Centro Studi CargnelutticentroCargnelutti@mastodon.bida.im
2025-09-16

Udine 20 settembre 2025 “Abolire la polizia”. Assemblea contro il dilagare di politiche securitarie
Sabato 20 settembre 2025, a partire dalle ore 16,30 assemblea pubblica in piazza I Maggio a Udine contro le politiche e le pulsioni securitarie. Disc
iniziativanarchica.noblogs.org
#Iniziative #Repressione #DDLPiantedosi #DDLSicurezza #DLSicurezza #RepressioneAUdine

Il Tar Campania annulla le zone rosse del Prefetto di Napoli

Commento dell’Avvocata Stella Arena e comunicato stampa del Coordinamento No Zone Rosse

giuristidemocratici.it/2025/07

Interventi video del Convegno a Padova il 21 giugno 2025 sulla Legge Sicurezza

Contributi dei relatori: Alessandra Algostino Fabio Corvaja, Antonello Ciervo, Paolo De Stefani, Antonio Cavaliere, Gian Luigi Gatta e Chiara Pigato

giuristidemocratici.it/2025/07

Decreto Sicurezza: note sulla relazione della Corte di Cassazione

A cura Antonello Ciervo – Giuristi Democratici

giuristidemocratici.it/2025/06

Foto-racconto dal Convegno “Legge Sicurezza”: contro le Legge spinte autoritarie, questioni di costituzionalità e tutela dei diritti umani a Padova il 21 giugno 2025

Una positiva giornata di discussione e condivisione

giuristidemocratici.it/2025/06

Antonello Ciervo spiega il perché del Convegno “DL Sicurezza: contro le spinte autoritarie, questioni di costituzionalità e tutela dei diritti umani” del 21 giugno 2025 a Padova.

Per ragionare su come impostare le questioni di legittimità costituzionale che possono essere immediatamente spendibili nelle aule giudiziarie.

giuristidemocratici.it/2025/06

2025-06-15

Il #ddlsicurezza 2025 amplia enormemente i poteri dei servizi segreti, consentendo loro di commettere reati gravissimi come #associazionemafiosa #terrorismo o dirigendo #organizzazionisovversive senza conseguenze penali. Questo crea una "zona grigia" di impunità senza precedenti, con scarso controllo parlamentare e rischi concreti per le libertà democratiche, avvicinando di fatto i servizi a una sorta di "Stato di licenza" simile a Gladio, ma legalizzato dalla legge. #statodipolizia

Paolo De Stefani illustra le motivazioni che hanno portato il Centro di Ateneo per i Diritti Umani a promuovere insieme ai GD il Convegno “DL Sicurezza: contro le spinte autoritarie, questioni di costituzionalità e tutela dei diritti umani” a Padova 21 giugno 2025

Un’occasione per affrontare nel merito ed a livello globale l’opposizione alla deriva autoritaria

giuristidemocratici.it/2025/06

2025-06-11

I paradossi del #ddlsicurezza:

Proteste cantieri grandi opere (ponte, tav...): fino a 20 anni, come associazione mafiosa.

Resistenza passiva in carcere/cpr: fino a 8 anni, come sequestro di persona.

Occupazione case: 7 anni, come omicidio colposo.

Blocco stradale non violento (lavoratori, ambientalisti...): fino a 2 anni, come lesioni colpose gravissime (es. perdita vista incidente sul lavoro).

Fonte: trasmissione DiMartedì del 10.06.2025 su La7

L'immagine contiene un testo che delinea i paradossi di un decreto di sicurezza in Italia. Elenca varie forme di protesta e resistenza, descrivendo in dettaglio potenziali pene detentive relative a ciascuna azione, confrontandole con gravi reati penali.

Convegno “DL Sicurezza: contro le spinte autoritarie, questioni di costituzionalità e tutela dei diritti umani” a Padova 21 giugno 2025 – Presentazione con l’Avv. Roberto Lamacchia

Il presidente dell’Associazione Nazionale Giuristi Democratici illustra le motivazioni dell’iniziativa volta a rafforzare la battaglia contro il Decreto, omai Legge Sicurezza

giuristidemocratici.it/2025/06

2025-06-05

La giustizia liberale oggi mostra il suo volto: #Buscetta e #brusca , responsabili della strage di #capaci , liberati dopo sconti di pena e protezioni speciali, mentre il nuovo #ddlsicurezza incarcera chi protesta per i diritti sociali, ambientali ed economici. È una giustizia di classe che premia mafiosi e corrotti e punisce lavoratori, giovani e studenti che lottano per un futuro sostenibile. Una realtà in cui la legge diventa strumento di dominio e repressione, non di equità e giustizia.

2025-06-04

Grandi città meno sicure, aumento % di rapine, omicidi, percosse, truffe, estorsioni.Più reati commessi da giovani.
Sulla sicurezza la sinistra continua ad avere un tabù, un fastidio, per impronta culturale e calcolo elettorale.La destra, come si evince dal Decreto Sicurezza, non realizza tutto quello che promette in campagna elettorale, puntando su provvedimenti spot che colpiscono di striscio chi delinque davvero.Due modi opposti di non risolvere un problema.
#sicurezza #ddlsicurezza #politica

Città poco sicura in Italia

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