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2019-04-15

Game of Thrones 8: Giù al Nord (Episodio 1)

Due anni fa, quando usciva la settima stagione de Il Trono di Spade, ero talmente preso dal ritorno di Twin Peaks che praticamente non me accorsi nemmeno (all’incirca). Poi la bella pensata di recuperare la serie, con le sue sette stagioni, tutta d’un fiato, subito dopo l’estate. Ora quindi mi ritrovo a dover fare le 4 del mattino per vedere in tempo reale la prima puntata dell’ottava e ultima stagione. Cose che succedono. Che puntata è stata? Lo sapremo qui sotto subito dopo questa introduzione, ultimo baluardo contro gli spoiler, che stanno arrivando…

Da qui in poi entriamo in ZONA SPOILER, quindi poi non dite che non vi ho avvisato. Il primo episodio dell’ottava stagione comincia, neanche a dirlo, a Grande Inverno, con l’arrivo del “più grande esercito mai visto”, come lo definisce Tyrion. Troviamo Arya Stark che vede tornare suo fratello Jon, il Mastino e compagnia bella lungo la strada che porta da Lady Stark, ovvero Sansa, ormai Signora di Grande Inverno. La padrona di casa non è molto entusiasta nel vedere Jon leccare metaforicamente i piedi di Daenerys, soprattutto i loro alleati del Nord, coloro che avevano incoronato Snow come loro Re, sono delusi dal fatto che Jon abbia rinunciato al suo regno piegando il ginocchio davanti alla figlia del Re Folle. L’ottava stagione comincia così, con il buon Jon che cerca di respingere i dissapori di chi aveva giurato fedeltà al Re del Nord.

Per il resto c’è una rimpatriata niente male, Snow ritrova Bran (“Sei vivo!” “Più o meno”, perché Bran in un certo senso è morto per poi rinascere come Corvo con Tre Occhi), Sansa e Arya (che gli ricorda l’importanza della famiglia). Quest’ultima incontra di nuovo il suo amico Gendry (il figlio illegittimo di Robert Baratheon, se la prima stagione vi dice ancora qualcosa, al quale chiede di forgiare un’arma particolare) e soprattutto il Mastino, con cui si scambia insulti affettuosi. Tyrion ritrova Sansa, che non vedeva dai tempi della morte di Joeffrey: Sansa è delusa dal fatto che Tyrion possa davvero credere che sua sorella Cersei abbia intenzione di rispettare la tregua: “Ti ritenevo una delle persone più argute che conoscevo, una volta”.

Una delle scene più intense di questo primo episodio vede Jon volare insieme a Daenerys sulla groppa di un drago, un battesimo del volo che da un lato fa quasi ridere, dall’altro è pienamente simbolica: anche i draghi sembrano riconoscere Jon come l’erede dei Targaryen, ma su questo punto torneremo tra poco. Jon e Daenerys sembrano innamorati come non mai (nonostante un drago gelosone), ma a breve saranno costretti a fronteggiare la realtà (cioè che sono zia e nipote, ma questa discussione probabilmente la vedremo nella prossima puntata).

In tutto ciò, lontano dal Nord, ad Approdo del Re la regina Cersei accoglie l’arroganza di Euron Greyjoy, che essendosi alleato a lei adesso vuole raccogliere la sua ricompensa, cioè finire nel letto della Regina. Cersei non è proprio entusiasta (“Se vuoi una puttana puoi comprartela, una Regina te la devi guadagnare”), però per evitare di irritare l’unico suo alleato alla fine lo accoglie nelle sue stanze, fingendosi compiaciuta per la sua insolenza (certo che questo neanche un elefante s’è portato, e che cavolo!). Nel frattempo Bronn viene ricoperto d’oro per uccidere Jamie e Tyrion al loro eventuale e improbabile ritorno: dovrà ucciderli con una balestra (riferimento all’arma usata da Tyrion per giustiziare suo padre): tuttavia le intenzioni di Bronn, che non può rifiutare, non sembrano del tutto chiare (“Una vera famiglia del cazzo”, è il massimo che afferma). Sempre ad Approdo del Re Theon cerca di riscattarsi e salva sua sorella Yara dalla nave di Euron, per poi salpare al suo fianco verso le Isole di Ferro. Qui Yara concede a Theon il permesso di andare a Grande Inverno per combattere al fianco degli Stark, dove sono certo che riscatterà tutte le cazzate fatte fino alla scorsa stagione morendo da eroe (anche perché ormai è sopravvissuto pure troppo).

Tornando a Grande Inverno, dove tutti sono impegnati a forgiare armi con il vetro di drago (unico materiale utile per uccidere un non-morto), vediamo Ser Davos proporre a Varys una soluzione per far sì che il Nord accetti Daenerys: Jon e la Regina dei Draghi dovrebbero sposarsi (ma da queste parti i matrimoni sono sempre un po’ complicati, come sappiamo). Intanto il piccolo Lord di Casa Umber, che era stato mandato da Sansa a richiamare la sua gente a Grande Inverno, viene trovato impalato ad un muro, segno che l’esercito dei Morti sta arrivando: lo scoprono i Nightwatch, appena riunitosi ai Bruti di Tormund (“Non avvicinatevi, ha gli occhi azzurri!”, “Ho sempre avuto gli occhi azzurri!”, riferendosi all’iride dei non-morti). I due piccoli eserciti stanno tornando verso Winterfell, richiamati dai corvi mandati da Jon.

Il gran finale, prima della rimpatriata tra Jamie e l’inquietante Bran, che non si vedono dalla prima puntata della prima stagione, quando Jamie aveva lanciato Bran già dalla torre (causando la sua invalidità), vede riuniti Sam e Jon. Sam è in lacrime, Daenerys infatti gli ha appena comunicato di aver sterminato la sua famiglia, rea di non averla riconosciuta come Regina. Sam, spinto da Brann, deve dire a Jon la verità sui suoi genitori. I due si abbracciano come fratelli, ma Jon capisce subito che in Sam c’è qualcosa che non va: il buon Tarly confessa all’amico ciò che è stato fatto ai suoi genitori, dicendogli che lui non si sarebbe mai comportato così, che è lui che dovrebbe essere Re (praticamente Sam gliela butta così, sul vago andante). Jon riafferma che non è più il Re del Nord al che Sam non può che dirgli tutta la verità, che è un Targaryen e che Ned Stark aveva promesso a sua sorella Lyanna di proteggerlo, nascondendo a tutti la sua vera identità: “Sei tu l’erede legittimo al trono!”. Jon ovviamente accoglie questa affermazione come si può accogliere un macigno tra capo e collo: di mezzo non c’è solo la responsabilità, ma anche il fatto che la donna che ama è sua zia. Il problema adesso però è uno: come dirglielo a Daenerys?? Lo sapremo lunedì prossimo.

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2020-11-28

Recensione “Mai Raramente A Volte Sempre” (2020)

Terzo lungometraggio della promettente regista indipendente Eliza Hittman, che dopo un premio per la regia ottenuto al Sundance con il precedente Beach Rats, aggiunge un mattone importante alla sua carriera con questo terzo film, vincitore dell’Orso d’Argento alla Berlinale dello scorso febbraio. Quello della regista newyorkese è uno sguardo vivido, tremendamente reale, incentrato su due adolescenti di provincia perse nella grande città e costrette a crescere in fretta. Il film si apre con una perfetta immersione nel piccolo paese di provincia della Pennsylvania, con una recita scolastica musicale in cui la giovane protagonista, Autumn, viene insultata ed “etichettata” durante una sua sentita e intensa performance. Capiremo ben presto il motivo degli atteggiamenti dei suoi insopportabili compagni: Autumn si sente continuamente a disagio, perché è sola ed è incinta. La ragazza non si sente pronta a diventare madre ed è ovvio, guardando il luogo in cui vive e il modo in cui le persone intorno a lei la trattano (compreso il viscido datore di lavoro). Unico supporto è quello di sua cugina Skylar, con la quale si imbarca in un’avventura verso New York, la città più vicina dove può liberarsi di un fardello così pesante senza dover affrontare una burocrazia piena di ostacoli, una famiglia piena di complicazioni (anche se solo accennate) e dottoresse che pensano di poter decidere per lei.

Autumn e Skylar sono due amiche un po’ atipiche, non le vediamo mai abbracciarsi nonostante la situazione richieda calore umano, oltre che supporto psicologico, e quasi mai davvero complici (se non in una meravigliosa scena in cui le loro mani si sfiorano per darsi coraggio in una delle scene più intense del film), eppure la chimica tra le due è perfetta, funziona in ogni scena, è limpida e reale. La macchina da presa ad ogni modo è sempre su Autumn, resta con lei quando Skylar si allontana, si sofferma sulla spaventosa intervista alla quale la ragazza si sottopone dalla psicologa della clinica per abortire (le cui opzioni di risposta danno il titolo al film) ed è ancora con lei mentre si sottopone all’intervento.

Mai Raramente A Volte Sempre tuttavia non è un dramma straziante, nonostante sia un film molto forte: è la storia di due ragazze costrette a diventare grandi in pochi giorni, è uno sguardo singolare sulla provincia americana (nonostante gran parte del film si svolga a New York) e su cosa significhi essere adolescenti negli Stati Uniti di oggi, raccontandoci la fragilità, la vulnerabilità e al tempo stesso la straripante forza interiore di un’età che non smetterà mai di fornire magnifico materiale per queste nostre amate storie da grande schermo.

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2021-12-18

La Paranza dei bambini (Film Completo 2019 HD Streaming SUB ITA dal libro di Saviano)

peertube.uno/w/oiBtE8GNVDQT6r5

2021-12-12

[Sub ITA] Anti Social - Storia horror di un appuntamento moderno - Comic Relief Originals

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2020-07-05

Underground The Julian Assange Story - Streaming HD - Film completo in italiano

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Julian Assange è una delle figure più significative del ventunesimo secolo. Ma prima di diventare famoso, prima di WikiLeaks, prima ancora che internet esistesse, era un adolescente hacker e fece irruzione in alcune delle organizzazioni più potenti e segrete del mondo

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2020-06-26

We steal secrets - la storia di wikileaks - Film Documentario completo

WikiLeaks.org, gestito dall'attivista Julian Assange, prevedeva la pubblicazione regolare di documenti top-secret e informazioni segrete.
We steal secrets racconta dall'interno la storia del sito web di WikiLeaks in una complessa rete di attività guidata dal coraggio e dall'idealismo.

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2019-05-02

Subs Heroes: la storia di italiansubs, la più grande community di fansubbing al mondo

Dei veri eroi digitali che, nell’ombra, sono riusciti a produrre un cambiamento culturale in un paese dove le barriere linguistiche sono ancora molto forti e ad influenzare le scelte di importanti broadcaster.

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