#Gladiatori

2026-01-20

Graffiti di gladiatori e amori quotidiani: la vita di Pompei svelata grazie alle tecnologie digitali | IL VIDEO

Elena Percivaldi

Nel quartiere dei teatri di Pompei, in un semplice corridoio di passaggio che collegava l’area teatrale alla via Stabiana, stanno riemergendo frammenti preziosi della vita quotidiana, dei gladiatori ma anche delle persone ordinarie. Non grandi affreschi né architetture monumentali, ma scritture spontanee, incise sugli intonaci: amori dichiarati (e, chissà, magari non corrisposti…), offese, invocazioni agli dei, riferimenti a combattimenti nelle arene. Tracce di un uno spazio pubblico intensamente vissuto, e oggi tornate nuovamente leggibili grazie alle tecnologie digitali applicate all’archeologia.

Veduta d’insieme dei graffiti (©Parco Archeologico Pompei)

Guarda e ascolta l’intervista a Zuchtriegel

Il direttore del Parco Archeologico di Pompei racconta la scoperta dei graffiti dei gladiatori

https://youtu.be/I-9Dhf3vdlU

Un ambiente scavato da oltre due secoli, ma ancora capace di parlare

Il corridoio fu scavato alla fine del XVIII secolo, nel 1794, ed è uno dei luoghi più frequentati dai visitatori del sito. Proprio per questo, non ci si attendevano ulteriori scoperte. Eppure, attraverso nuove metodologie di documentazione, è stato possibile rileggere sistematicamente le pareti, portando a quasi 300 iscrizioni, tra le circa 200 già note e 79 nuove identificazioni.

Il corridoio dei teatri (©Parco Archeologico Pompei)

Tra i testi emergono storie personali come l’iscrizione “Erato amat…” (“Erato ama”… Chissà chi?), allusioni a relazioni amorose, frasi di scherno, inviti, battute oscene e riferimenti a combattimenti gladiatori, che trasformano il corridoio in una sorta di bacheca collettiva dell’antica Pompei.

Qui e sotto, il graffito in cui si legge “Erato Amat” (©Parco Archeologico Pompei)

Il progetto “Bruits de couloir” e l’archeologia delle scritture informali

Il corridoio dei teatri (©Parco Archeologico Pompei)

Lo studio rientra nel progetto “Bruits de couloir” (Voci di corridoio), ideato da Louis Autin ed Éloïse Letellier-Taillefer (Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne) e Marie-Adeline Le Guennec (Université du Québec à Montréal), in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei. Le ricerche, condotte nel 2022 e nel 2025, hanno adottato un approccio multidisciplinare, integrando epigrafia, archeologia, filologia e le cosiddette “digital humanities” (informatica umanistica).

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L’uso di una griglia virtuale ha permesso di analizzare i rapporti spaziali e tematici tra le iscrizioni, restituendo la logica di frequentazione e interazione sociale dello spazio.

Il luogo del ritrovamento (in rosso) (©Parco Archeologico Pompei)

RTI e conservazione digitale: vedere ciò che l’occhio non vede

Fondamentale è stato l’impiego della RTI – Reflectance Transformation Imaging, una tecnica di fotografia computazionale che consente di leggere incisioni impercettibili a occhio nudo, anche su superfici degradate. Questa metodologia non solo consente nuove letture, ma rappresenta uno strumento decisivo per la conservazione digitale di un patrimonio fragile e vulnerabile.

Uno dei graffiti (©Parco Archeologico Pompei)

È in fase di sviluppo una piattaforma 3D che integrerà fotogrammetria, dati RTI e metadati epigrafici, offrendo un ambiente digitale per lo studio, l’annotazione e la futura fruizione pubblica delle iscrizioni.

Graffito dei gladiatori (©Parco Archeologico Pompei)

Tecnologia e tutela: il futuro della memoria pompeiana

Come ha sottolineato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, a Pompei sono note oltre 10.000 iscrizioni, un archivio straordinario della vita vissuta. Per questo è prevista anche la realizzazione di una copertura protettiva del corridoio, destinata a preservare gli intonaci e a consentire una visita integrata, in cui archeologia e tecnologia dialoghino senza mediazioni spettacolari, ma con rigore scientifico.

📘 Fonte della notizia

  • 📄 Comunicato stampa ufficiale del Parco Archeologico di Pompei

    Il nostro articolo è una sintesi divulgativa della fonte scientifica citata.

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graffiti pompei gladiatori amoreMurales antichi con strati di colori giallo, rosa e grigio su una parete, con una scala fotogrammetrica sopra.Strada stretta in un antico sito archeologico con pareti di pietra e affreschi sbiaditi.graffiti gladiatori Pompei amore
2026-01-20

⚔️ 𝗚𝗿𝗮𝗳𝗳𝗶𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗴𝗹𝗮𝗱𝗶𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗶 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗶𝗱𝗶𝗮𝗻𝗶 ♥️: 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶 𝗿𝗶𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗲 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶

Amori, insulti, gladiatori e devozioni: nel corridoio dei teatri quasi 300 graffiti raccontano la vita quotidiana della città vesuviana

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foto: ©pompeii_parco_archeologico

➡️ L’articolo completo su Storie & Archeostorie

storiearcheostorie.com/2026/01

2025-04-18

MOSTRE | Al Colosseo scende in campo il Gallus: la testa di gladiatore gallico arriva in prestito dall’Arena di Verona

Fino al 15 ottobre 2025, la testa lapidea di gladiatore dall’Arena di Verona sarà esposta negli ipogei del Colosseo. A Verona, invece, c'è il graffito del gladiatore Delicatus.

@parcocolosseo | @museiciviciverona

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storiearcheostorie.com/2025/04

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2024-11-22

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2020-03-06

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